11 gennaio 2010

La porta magica di piazza Vittorio

Oggi parliamo di una fra le mie preferite curiosità romane, un vero gioiello segreto della nostra città.
Facciamo un passo indietro nel tempo. Come sappiamo, prima della nascita del metodo scientifico, e dell'odierna scienza chimica, fioriva l'alchimia, una pseudoscienza in cui si mescolavano conoscenze frutto dell'esperienza, della filosofia, dell'arte, ma anche della superstizione, dell'astrologia, dell'esoterismo. Gli alchimisti erano una sorta di moderni stregoni, le loro conoscenze di solito erano tenute segrete, o venivano svelate ad una ristretta cerchia di adepti o di illuminati.

La porta magica di piazza Vittorio
La porta magica di piazza Vittorio
Siamo nel 1680. In questo periodo, l'odierna Piazza Vittorio Emanuele II, a due passi dalla Stazione Termini, era un semplice tratto di campagna fuori le mura della città, occupato per buona parte dalla tenuta della villa del marchese Massimiliano Palombara dei principi Rosacroce. Il marchese era un raffinato letterato, famoso in Roma come appassionato di occultismo e di esoterismo: egli praticava tali interessi sia in prima persona che ospitando e finanziando richerche di altri presso il laboratorio presente nella sua villa. In particolar modo, il giardino della villa, da cui forse si accedeva al suo laboratorio, era nei suoi particolari interamente pensato in chiave simbolica: l'accesso a tale piccolo parco doveva fra le altre cose essere inteso come l'ingresso ad una conoscenza superiore e metafisica.
Le scritte e i simboli sulla parte alta della porta magica
Le scritte e i simboli sulla parte alta della porta magica
La leggenda racconta che uno degli ospiti del marchese, nel corso dei suoi studi, riuscì in ciò che era stato per secoli uno dei principali obiettivi dell'alchimia: trasformare il piombo in oro. Lo studioso fece presto perdere le sue tracce, ma lasciò la "ricetta" in alcuni suoi appunti che, però, risultarono incomprensibili al marchese, essendo scritti utilizzando, come era consuetudine fra gli alchimisti, arcane metafore e rebus difficili da decifrare. Il marchese, nel tipico stile che lo caratterizzava, pensò bene che ciò che per lui era stato incomprensibile, poteva essere facilmente interpretato da qualcun altro. Per questo motivo egli decise di "pubblicare la ricetta" sulla porta di ingresso del giardino della sua villa, cioè sulla cosidetta "porta magica", o "porta alchemica".

Ebbene, ora la villa e il giardino non esistono più, ma la porta magica è ancora là, incastonata in un muro dei giardini di Piazza Vittorio, e rappresenta uno dei pochi monumenti alchemici esistenti al mondo. Purtroppo essa è dietro un alto recinto nel regno dell'abbandono, e davvero solo i numerosi gatti della zona possono ammirarla da vicino, ma essa reca ancora incise le misteriose e affascinanti frasi e gli ermetici simboli.

Le scritte sul gradino della porta magica
Le scritte sul gradino della porta magica
Per gli appassionati di enigmistica come me: fra le numerose intriganti incisioni, personalmente adoro la frase sul gradino (vedi foto), per chi oltrepassa la porta: "Si sedes non is" (cioè: "Se ti siedi, non avanzi"): leggendola al contrario, cioè da destra a sinistra, rivoltandola (e quindi in pratica....uscendo), ottieni: "Si non sedes is" (cioè: "Se non ti siedi, avanzi").
E allora seguiamo il consiglio e non sediamoci, andiamo avanti a pensare, perchè magari qualcuno fra noi...risolverà l'enigma.

Piazza Vittorio Emanuele II è qui.

2 commenti :

  1. bello, davvero molto interessante =)

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  2. Complimenti Ale....davvero molto bello!

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