23 maggio 2013

La leggenda di Castel S.Angelo

Castel Sant'Angelo
Castel Sant'Angelo di notte

La meta di Roma Leggendaria di oggi è Castel Sant'Angelo. Il suo profilo (vedi foto), così caratteristico e unico, è per tutti inscindibilmente legato al panorama romano, come il Colosseo o la cupola di San Pietro, per cui è difficile immaginarselo staccato dal suo contesto o con una forma diversa. Eppure il nostro castello non è stato sempre così, nè nel nome, nè nella forma, nè nella destinazione d'uso.
Denario d'argento del 161 d.C. con la pira funeraria
Denario d'argento del 161 d.C. con la pira funeraria
Il castello nasce infatti originariamente come un enorme sepolcro circolare, destinato a contenere le ceneri dell'imperatore Publio Elio Adriano, della sua famiglia e dei suoi discendenti, e fu ultimato nel 139 d.C..



Attraverso l'analisi delle figure riportate su antiche monete romane recentemente rinvenute e risalenti a quel periodo, sappiamo che tale tomba aveva una forma a pira su più livelli sormontata da una quadriga guidata da Adriano (vedi foto moneta).  Era anche circondata e decorata con statue sui vari lati.

Traccia della dedicazione originaria ad Adriano della costruzione, oltre nel suo nome originario ('mole Adriana'), lo troviamo all'interno, nel cuore del castello, cioè nella sala delle urne, dove risiede la targa con l'epitaffio che l'imperatore Adriano pronunciò in punto di morte. I versi, molto poetici, tradotti dal latino suonano più o meno così:

O mia piccola anima dolce e pellegrina
ospite e compagna del corpo,
dove tra poco te ne andrai?
In luoghi pallidi, freddi e spogli
ove non avrai più i consueti giochi.

Processione di Papa Gregorio Magno (De Vecchi, 1604, chiesa dell'AraCoeli)
Processione di Papa Gregorio Magno (De Vecchi, 1604)
Già dopo circa 150 anni dalla morte di Adriano la colossale tomba aveva perso il suo carattere sacro a vantaggio di quello difensivo e militare. Le statue che la adornavano si dice che furono perse perchè usate come proiettili dai Bizantini di Belisario, nel VI secolo, per respingere i Goti che li assediavano.

Nei secoli successivi furono erette sempre più fortificazioni intorno alla struttura iniziale, per cui solo il cuore del fortino teneva nascosto il segreto delle sue origini. Queste fortificazioni, insieme al passetto di Borgo, al fossato con l'acqua del Tevere e ai cannoni di cui si  era dotato (...ricordate cosa fece Cristina di Svezia?), resero dal 1400 in poi il castello strategicamente fondamentale per controllare Roma e una fortezza praticamente inespugnabile.

Io credo che comunque tutte le curiosità che vi sono contenute, se avessero una forma fisica, per quante sono, sarebbero in grado di farlo scoppiare...Ma di queste ne riparleremo in vari altri post. In questo invece vi voglio spiegare la leggenda sull'angelo che sormonta il castello.

Nell'anno 590 d.C. Roma era stremata dalla peste. Fu allora che il neo-eletto Papa Gregorio Magno chiamò l’intero popolo in processione per scongiurare la fine della terribile epidemia (vedi dipinto sopra).
Mentre questa processione si snodava sotto il sepolcro di Adriano, la leggenda narra che apparve a tutti, sulla sua sommità, l'Arcangelo Michele in tutta la sua magnificenza, nell'atto di rinfoderare la sua spada. Tale gesto fu interpretato dal Papa come l'annuncio della fine del flagello della peste, cosa che infatti avvenne subito dopo.
La pietra con le impronte dell'Arcangelo Michele
La pietra con le impronte dell'Arcangelo Michele
Per ricordare tale avvenimento fu quindi scolpito sulla sommità del castello l’angelo così come apparve alla folla. E fu da allora che la "mole Adriana" divenne "Castel Sant'Angelo".

L'angelo del castello non è ovviamente l'originale, sono passati quasi 1500 anni ed è andato più volte sostituito. L'attuale è alto circa 5 metri ed ha un'apertura alare di 6 metri.
La leggenda narra inoltre che dove l'angelo "atterrò", lasciò impresse l'impronte dei piedi sul marmo del castello. Questa pietra contenente le impronte fu successivamente staccata, ed esposta ai fedeli fino verso il 1600. E dopo che fine ha fatto? Beh, se andate ai Musei Capitolini, presso la sala delle Colombe, ci dovrebbe essere esposta (vedi foto) una pietra alquanto bizzarra...

Castel Sant'Angelo è qui.

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