16 luglio 2013

Il muro maledetto

Il Muro Torto dal ponte che attraversa il viale
Il Muro Torto dal ponte che attraversa il viale
A differenza di quanto avveniva fino a pochi secoli fa, parlare di maledizioni, fantasmi, streghe lascia appena un po' di curiosità nell'uomo comune, e fa sorridere il colto. Entrambi non si impressionano facilmente, meno che mai il romano d'oggi, ed è forse per questo che si è perso il ricordo e il carattere che il viale del Muro Torto, la meta di oggi, ha avuto negli ultimi due millenni: uno dei luoghi più maledetti di Roma!

Ho deciso di farvi osservare il Muro Torto dall'alto (vedi foto), a una "distanza di sicurezza", su viale dell'Obelisco, nel punto in cui la strada attraversa con un ponte il viale che costeggia questo antico muro. Questa distanza non è scaramanzia...è che a piedi su viale del Muro Torto correreste il rischio di essere investiti da qualche auto di passaggio!

E' chiaro che tutte le cinte murarie che circondano Roma sono intrise di sangue e di storia: Roma è stata per secoli e secoli il centro di un impero che non aveva rivali in tutto il mondo occidentale, e conquistarla o saccheggiarla è stato il fine ultimo, spesso raggiunto, di molte guerre e di molti conquistatori. Però questo tratto di muro antico, a differenza degli altri che circondano Roma, è particolarmente curioso...."sinistro" direi....ma facciamo un piccolo passo indietro.

Gli "strati" dovuti all'innalzamento di Onorio
Gli "strati" dovuti all'innalzamento di Onorio
Il cosiddetto "Muro Torto" è lungo circa 1 km, da piazzale Flaminio a piazzale Brasile, e delimita il viale omonimo. Le sue origini sono molto antiche, esiste da circa duemila anni. Esso fu costruito probabilmente con il doppio ruolo di dividere le proprietà ('horti') delle varie ville delle famiglie nobili romane, e nel contempo fungere da contrafforte per evitare frane del monte Pincio. Questo fino verso il 270 d.C., anno in cui si decise di edificare un muro intorno a tutta Roma per proteggerla dagli assalti esterni. Chiaramente in tale occasione si decise di far passare la cinta muraria proprio in questo punto in modo da sfruttare il muro preesistente.
In realtà poi il Muro Torto è stato varie volte fortificato nei secoli: un intervento importante lo fece ad esempio l'imperatore Onorio intorno al 400, alzando il muro di parecchi metri. Ed è grazie all'intervento di Onorio che, se guardiamo il muro, ancora oggi lo vediamo con la parte più alta che ha un colore diverso (vedi foto).

Il tratto parzialmente crollato del muro
Il tratto parzialmente crollato del muro
Però, dei vari interventi di restauro...il punto più pericolante di tutti non è stato mai restaurato. Questa è la prima stranezza.
Infatti guardate il muro: ad un certo punto improvvisamente cambia direzione, e il viale di conseguenza fa una curva a gomito molto accentuata, parabolica, che i romani non a caso chiamano "la curva della morte". E' proprio in questo punto che il Muro Torto non è mai stato restaurato, anzi, è parzialmente crollato da circa 1500 anni. A dimostrazione di ciò, quando passate all'altezza della curva, prestate attenzione (se non state guidando!) alla base del muro: si vede ancora l'opus reticolatum originale romano! (vedi foto).

Il tratto 'torto' nel 1600 (incisione di P. Schenck)
Il tratto 'torto' nel 1600 (incisione di P. Schenck)
Inoltre in questo punto la sommità del muro sporge in avanti, rispetto alla base, di circa un metro. E' per questa pendenza in avanti che il muro si chiama "torto", non perchè fa la curva lungo il tracciato, ma perchè si piega sporgendo in senso verticale! Questa pendenza era ancora più evidente nei secoli passati (vedi incisione).
Ma allora perchè il muro qui è franoso e ciò nonostante non l'hanno mai restaurato? La risposta è una sola: scaramanzia!

Dovete sapere che infatti già verso il V secolo su questa curva probabilmente franò una delle torri e si creò una breccia, e il muro prese ad inclinarsi. Belisario, per difendere la città dai Goti, voleva farlo restaurare, ma il popolo di Roma si oppose: una leggenda narrava infatti che in quel punto lo stesso san Pietro avrebbe difeso la città, per cui non occorreva alcun intervento umano. La scaramantica astensione dal restauro si consolidò nel corso dei secoli...questo perchè, fatto davvero assai strano, nessun esercito assediante in 1500 anni di storia approfittò mai di questo "punto debole" nelle mura per penetrare nella città...Forse avevano davvero paura di questo punto? O forse ci provarono ma stranamente non ebbero mai successo?

La curva a gomito è molto pericolosa, mette a dura prova la guida, per cui spesso qui ci sono incidenti o guasti alle auto che la percorrono...tuttavia c'è chi vede su viale del Muro Torto un accanimento della sfortuna alquanto eccessivo e "strano"....come se il luogo fosse davvero stregato.
Guarda caso...come nei più banali film dell'orrore anni '80...cercando nei libri si scopre che proprio dove ora scorre viale del Muro Torto, sotto, ha da sempre sede un "cimitero maledetto"! Proprio così: dai tempi più antichi, fino al 1800 inoltrato, qui si sono deposti, spesso senza neppure seppellirli, oppure in fosse comuni, i corpi senza vita di coloro che non erano "degni" delle cerimonie religiose. Nel corso dei secoli centinaia e centinaia fra prostitute, non battezzati, ladri, assassini, presunti stregoni, streghe, giustiziati...i loro corpi senza vita venivano buttati fuori dalle mura della città, proprio in questo punto, creando così un "popolatissimo" cimitero sconsacrato!
Per questo motivo, uno dei nomi che il Muro Torto ha avuto nei secoli era "muro malo", e le apparizioni degli spettri qui intorno, complice anche la suggestione popolare, sono sempre state numerose.
Le reti metalliche
Le reti metalliche

Ad esempio: nel 1825 a piazza del Popolo vennero decapitati due carbonari, Targhini e Montanari, giudicati colpevoli e condannati a morte, una "morte ordinata dal papa senza prove e senza difesa" (c'è ancora la targa a piazza del Popolo), e seppelliti anche loro ai piedi del Muro Torto. Si racconta che spesso di notte si sono avvistati i fantasmi dei due carbonari...con la testa mozzata.

Non vi basta? Ci sono informazioni ancora più recenti, sempre non piacevoli: all'inizio del 1900 molte persone, come soggiogate dall'influenza nefasta di questo muro, sceglievano questo punto per gettarsi nel vuoto e mettere così fine alla propria vita. Per fermare questa assurda epidemia di suicidi si decise di mettere delle reti metalliche "dissuasive". E le reti sono ancora qui (vedi foto)....

Io ne ho abbastanza di questo luogo, e voi? Allontaniamoci.

Viale del Muro Torto è qui.

8 commenti :

  1. Ho aspettato molto tempo per leggere qualcosa di
    così bello e interessante. Grazie!

    My web site ... Mahjong

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  2. Quindi oggi quei campi dove venivano seppellite quelle persone oggi sono strade?

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    1. A quanto pare sì, Antonio, ma non del tutto. Corre pure un prato a ridosso del muro e dall'altro lato della strada.

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    2. Antonio, alla luce della riproiezione della mappa di Nolli che ho fatto recentemente (vedi post di settembre 2016), stavo notando che - almeno al 1748 - l'area contrassegnata come cimitero era molto piccola, e molto vicina alla curva parabolica dal versante di Piazzale Flaminio. Vedi anche tu al numero 402 della mappa.

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  3. Dove c'è un prato è la parte di villa Borghese, se non si conosce la topografia antica del cimitero, non si può sapere dove finiva, considerando che le Mura arrivano fino via Veneto.

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  4. vari anni fa, per almeno otto o dieci notti - non di seguito - ho sognato una donna in lutto, con abito ottocentesco, con una veletta nera che le nascondeva il viso, mentre io salivo e lei scendeva appena dopo il "ponte" che c'è al Muro Torto. Lì c'era il cimitero delle prostitute e di vari individui di malaffare. Lì venne sepolta anche una prostituta di 25 anni le cui tracce sono reperibili nel web.
    Quando, in sogno, la incontravo mi svegliavo di soprassalto...
    Poi tutto cessò.
    Un caso?
    Forse...

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    1. Ciao Nostradamus...è interessante il tuo sogno. Che intendi per "scendere" e "salire" dal ponte? Te lo chiedo perchè, pochi lo sanno, ma proprio vicino al ponte era attivo un servizio di ascensori, attivo fino alla fine degli anni '50. Ancora adesso, anche se sbarrato e abbandonato, si può vedere l'ingresso, e rappresenta un bell'esempio di archeologia industriale, che secondo me andrebbe recuperato (vedi ad es. http://www.tramroma.com/tramroma/rete_urb/tram/storia/urbsto_04c.htm). Un saluto!

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