14 settembre 2013

L'arancio di San Domenico

Il portale ligneo di Santa Sabina
Il portale ligneo di Santa Sabina
Per la seconda volta con il nostro amato blog ci troviamo nella Basilica di Santa Sabina all'Aventino a caccia di curiosità e leggende...vi ricordate la leggenda della pietra del diavolo? Beh, rimaniamo a pochi metri da questa pietra, cioè esattamente all'ingresso della chiesa, ma stavolta senza varcarne la soglia, davanti al portone di legno inciso a bassorilievi.

Il luogo preciso in cui ci troviamo è molto interessante. Da qui infatti possiamo concentrare la nostra attenzione su due curiosità molto diverse, senza spostarci di un solo passo!

La prima curiosità riguarda proprio il portale (vedi foto): è stato scolpito su legno di cipresso con delle scene bibliche mentre la Basilica si edificava, cioè stiamo parlando di un portale ligneo che ha più di 1600 anni, non esiste un qualcosa di simile in tutta Roma che sia così antico!
Il faraone con la testa di Napoleone
Il faraone con la testa di Napoleone

 Eppure un segno "moderno" in realtà esiste su questo portale!
Nel restauro eseguito nel 1836 il restauratore decise, di sua iniziativa, di "mettere del suo": infatti nella scena di uno dei pannelli centrali, dove è raffigurato Mosè che attraversa il mar Rosso con gli egiziani inseguitori, il viso del faraone che sta sopra un carro e che, come sappiamo, farà una brutta fine, ha a differenza degli altri personaggi i lineamenti particolarmente dettagliati... L'ignoto restauratore, evidentemente per motivi di personale odio "politico", decise di ritoccare il bassorilievo, rappresentando Napoleone nel viso del faraone! (vedi foto)

Ma senza spostarci neppure di un metro, abbiamo un'altra curiosità, che è il vero motivo del post di oggi...per vederla occorre semplicemente voltarci, dove c'è uno strano buco nel muro, che ci consente di "sbirciare" dentro un piccolo giardino rinchiuso nel convento annesso alla Basilica. Guardando dentro il buco però, c'è il tronco di un albero di arancio che intralcia la visuale proprio nel mezzo (vedi foto). Ma che senso ha questo strano "oblò"?

La visuale dal buco nel muro
La visuale dal buco nel muro
Per capirlo dobbiamo aprire una piccola parentesi "botanica".
Dovete sapere che l'albero di arancio non è di origine europea, è una pianta originaria dell'estremo oriente, e il fatto che fruttifichi in pieno inverno in qualche modo ha sempre ostacolato la sua diffusione nei climi europei freddi. Sebbene già al tempo dei romani si parlasse probabilmente di alberi di arancio in Sicilia, provenienti appunto dall'oriente, sappiamo che questi non attecchirono o che comunque non si diffusero mai fuori dalla Sicilia e nel resto dell'Europa.

Alcuni semi di arancio, però, portati probabilmente da mercanti provenienti dall'Asia, giunsero nella zona della Siria e dell'Egitto e successivamente, attraverso le conquiste degli arabi, giunsero nella Spagna e nel Portogallo (da qui deriva il fatto che in molti dialetti italiani, e anche in arabo, 'portugàl' e varianti indicano le arance). Siamo oramai nel tredicesimo secolo e tuttavia, a parte la penisola iberica, ancora l'arancio rimaneva una pianta sconosciuta in Europa. E' a questo punto che interviene il buon San Domenico che, nativo della Spagna, conosceva bene tale pianta, nuova per l'Italia ma oramai ampiamente diffusa nella sua terra natia. Vissuto a lungo presso il convento di Santa Sabina, sappiamo che piantò amorevolmente un albero di arancio, ed è quindi grazie a lui che nacque "ufficialmente" il primo albero di questa specie in Italia.

L'arancio di San Domenico
L'arancio di San Domenico
Ma, per quanto ne sappiamo, la diffusione dell'arancio in Italia poteva fermarsi a tale singolo albero piantato. Invece la fama del santo e dei suoi numerosi miracoli crebbe negli anni seguenti, proprio come il suo albero appena piantato... La santa vita condotta dal frate qui a Santa Sabina accrebbe il numero e la devozione dei fedeli...ma come piacevole "effetto collaterale" certamente produsse un'inedita pubblicità in tutta Italia e in Europa a questa pianta sconosciuta e dagli ottimi frutti.
E' per questo quindi che possiamo dire che un enorme contributo alla conoscenza e alla diffusione in Europa della pianta di arancio proviene da questo cortiletto che vediamo dal buco nel muro, dove fu piantato il primo arancio italiano dalle devote mani del santo.

Ma la cosa veramente interessante, e potremmo dire davvero miracolosa, è che l'originario albero di arancio piantato da San Domenico si è sempre rigenerato dalle sue radici, ed è quindi tuttora vivo e vegeto, ed è quello che vediamo da questo buco nel muro! E come potete vedere (vedi foto), direi che è il più bello di tutti gli alberi di arancio di questo piccolo giardino.

La basilica di Santa Sabina è qui.

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