22 giugno 2013

Vicolo della spada di Orlando

Vicolo della spada di Orlando
Vicolo della spada di Orlando

L'aggregato urbano vicino al Pantheon è veramente qualcosa di incredibile, una sorta di miscuglio eterogeneo di antichità e di arte, in un numero talmente elevato, ed in una zona poi non molto estesa, che gli elementi di interesse vanno fin quasi a sovrapporsi fra loro.
Non solo: gli abitanti della zona, i turisti e anche i numerosi giovani romani che girano per queste stradine, con colori, lingue, e stili differenti fanno da contrappunto alla ricchezza di questo luogo, il quale sembra suggerirci: la diversità è ricchezza!

In tutto questo caos che ci confonde e ci rallegra, voglio dirvi che anche le curiosità di questa zona sono numerose: una di queste è quella già descritta della vicina chiesa di S.Ignazio, ma in pochi metri abbiamo materiale per molti altri post futuri di Roma Leggendaria.

Il post di oggi cerca di mettere l'accento su una via che, proprio vicino alla piazza (e forse proprio per questo), non notereste mai: vicolo della spada di Orlando (vedi foto sopra). Ma non è solo il Pantheon a distrarci: questo vicolo in realtà è l'unica via di Roma a non contenere un portone, un numero civico, niente! Però....

La fontanella di vicolo della spada di Orlando
La fontanella del vicolo
 
Guardiamo meglio: c'è una fontanella da un lato, con una targa. La targa ci avvisa che la fontanella non risiedeva originariamente qui, ma è stata spostata per questioni di viabilità. E' una fontanella semplice ed elegante (vedi foto), marmorea, della fine del 1500, eseguita forse addirittura su ispirazione di disegni di Michelangelo...ma siamo a Roma: nulla di particolare!
E poi c'è, più avanti, il resto consunto del busto di una colonna che emerge da un muro. E' una rovina dell'antico tempio che l'imperatore Adriano volle far erigere per Matidia, la sua suocera. Altri importanti ritrovamenti del "Tempio della suocera" sono stati portati a termine in tempi recentissimi 5 metri sotto la vicina piazza Capranica.

Questo già di per sè è un fatto straordinario: vorrei sottolineare che sono passati quasi duemila anni da Adriano, e da allora mai nessuno si è più azzardato a divinizzare una suocera e ad erigerle qualcosa...(chissà perchè!).

Ma in realtà il vero motivo del post di oggi è che questo minuscolo e rovinato pezzo di tempio è legato ad una leggenda.
Il protagonista è Orlando, il famoso paladino dei poemi cavallereschi.
La versione più accreditata della leggenda narra che l'eroe, per qualche motivo sconosciuto, venne in lite con un gruppo di altri uomini proprio in questo vicolo.
La colonna con la frattura provocata dalla spada
La colonna con la frattura provocata dalla spada
Dopo pochi minuti, sebbene in numero superiore, gli oppositori di Orlando si diedero alla fuga, grazie alle capacità del paladino e della sua leggendaria e infrangibile spada Durlindana.
Ma prima della conclusione del combattimento, si narra che la spada fu talmente tagliente e i colpi di Orlando talmente violenti che un fendente schivato da uno dei suoi oppositori finì sul busto della colonna che oggi vediamo qui, lasciandone una profonda incisione.
Da questa antica leggenda deriva il nome di questo vicolo.

E se vediamo la colonna...vediamo ancora la spaccatura provocata dalla spada.

Vicolo della spada di Orlando è qui.

13 giugno 2013

L'oratorio di Santa Barbara

La chiesa di S.Gregorio al Celio
La chiesa di S.Gregorio al Celio
Oggi ci troviamo sul Celio, che è uno dei famosi sette colli su cui sorgeva la città antica.

In particolare, ci troviamo a piazza di S.Gregorio, in fondo alla scalinata che porta alla chiesa di San Gregorio al Celio (vedi foto). L'abbondante vegetazione, la salita pedonale, l'assetto viario e le vicine attrattive turistiche "classiche" distolgono il visitatore dal fermarsi qui, la zona è veramente un'oasi di verde e di tranquillità e sembra impossibile credere che siamo a pochi metri dal Circo Massimo e a meno di 500 metri dal Colosseo.
Ma noi di "Roma Leggendaria" come sapete non siamo turisti classici, e stiamo sempre alla scoperta dei luoghi speciali di Roma.

La chiesa di San Gregorio è dedicata a Papa Gregorio I, santo del quinto secolo che, per le sue instancabili capacità organizzative in tutti i campi della Chiesa, oggi lo definiremmo un ottimo "manager". Non per nulla gli fu dato l'appellativo "Gregorio il Grande" (Gregorio Magno). Fra le molte cose, mi piace ricordare che nella musica promosse e riorganizzò il canto liturgico, che infatti ancora oggi si chiama "gregoriano".

Questo santo, che abbiamo pure incontrato nella leggenda di Castel S.Angelo, per il suo fervore religioso fu artefice e testimone di vari miracoli, uno dei quali rappresenta la leggenda del post di oggi.

La leggenda narra che San Gregorio, anche se già Papa, umilmente soleva ogni giorno servire il pranzo a dodici poveri. Dodici, come gli apostoli. Essi prendevano posto intorno ad un tavolo di marmo, un antico triclinium. Un giorno, durante questo servizio del santo, avvenne un miracolo: apparve come tredicesimo commensale un angelo, a testimonianza della presenza di Dio durante quel gesto caricatevole. La leggenda narra che il santo servì ugualmente il pasto anche allo speciale tredicesimo ospite.
In memoria di questa leggenda, ogni Giovedì Santo c'era l'usanza, mantenuta fino al 1870, che il Papa servisse il pranzo a tredici poveri.
L'oratorio di Santa Barbara
L'oratorio di Santa Barbara

Successivamente, la presenza di un tredicesimo commensale cominciò a considerarsi di cattivo augurio, essendo il tredicesimo un posto da tenersi riservato per l'angelo...
Ehi, ma questo non ci ricorda qualcosa? Effettivamente quando ci sediamo a tavola, consideriamo di solito di malaugurio essere in tredici...molti ritengono che il motivo derivi proprio da questa leggenda!

Il Triclinium pauperum
Il Triclinium pauperum
Intanto saliamo le scale ed entriamo sul giardino sul lato sinistro della scalinata, in direzione dei tre oratori e imbocchiamo quello sul lato sinistro, l'oratorio di Santa Barbara. Tra gli affreschi che troviamo alle pareti, del 1600, troviamo quello che descrive la leggenda che vi ho appena raccontato.

Ma la cosa più interessante lo occupa il centro della stanza....una bellissima tavola: è un antichissimo triclinium di marmo...con inciso, fra dodici croci equispaziate, una frase latina:

Bis senos hic Gregorius pascebat egentes
Angelus et decimus tertius accubuit
cioè:
Qui san Gregorio nutriva i poveri
e un Angelo sedette come tredicesimo

Ecco a voi l'antico, originale "triclinium pauperum" della leggenda!

Piazza di S.Gregorio è qui.

7 giugno 2013

L'Isola Tiberina

Lato ovest dell'Isola Tiberina
Lato ovest dell'Isola Tiberina
La meta di Roma Leggendaria di oggi è l'Isola Tiberina.
Già sapete quanto fosse importante e nient'affatto banale poter attraversare il Tevere nei tempi antichi (vedi il post sul ponte Fabricio). Per questo motivo l'Isola Tiberina fu senza dubbio il fondamentale punto di riferimento geografico e strategico per i primissimi abitatori delle sponde del Tevere. L'isola sul fiume infatti aveva il doppio ruolo di unire e di separare; unire perchè rappresentava l'unico luogo in cui l'attraversamento del Tevere era agevolato; separare, perchè per la sua veste di isola, vi si poteva collocare tutto ciò che si voleva tenere fisicamente e moralmente disgiunto dalla terraferma. Queste caratteristiche "speciali" favorirono nei primi secoli dalla fondazione di Roma il carattere sacro dell'isola.

Ma un'altra caratteristica aveva, e ha tuttora quest'isola, e ne custodisce il segreto. Guardatela, ad esempio da ponte Garibaldi (vedi foto sopra), o dalle sponde del Tevere, e immaginatela con un alto obelisco al suo centro. Non ricorda la forma di una nave?
Questa forma non è casuale...e l'obelisco esisteva davvero! Tutta l'isola è da sempre in realtà una simbolica nave, e questo è dovuto ad un'antichissima leggenda.

Medaglione evocante la leggenda (II sec.d.C)
Medaglione evocante la leggenda (II sec.d.C)
La leggenda racconta che in principio qui non esisteva alcuna isola, ma che questa venne creata artificialmente dai romani, nel 510 a.C., gettando nel Tevere dei covoni di grano insieme a del pietrame. Ma questa operazione non creò nient'altro che un piccolo isolotto, comodo per facilitare l'attraversamento del fiume. Circa 200 anni più tardi una grave pestilenza afflisse Roma, per cui si decise di ricorrere all'intervento del dio della medicina greco, Esculapio. Fu quindi allestita una galea che si recò ad Epidauro, in Grecia, sede del Dio suddetto.
La leggenda continua affermando che, una volta giunti in Grecia, un serpente uscì dal tempio di Esculapio andandosi a nascondere nella nave romana. Nel serpente i romani vollero vedervi il simbolo del Dio, che evidentemente dalla Grecia voleva trasferirsi a Roma. Quando la galea fece ritorno a Roma, risalendo il corso del Tevere, il sacro serpente saltò dalla nave andandosi a nascondere proprio sull'isoletta (vedi medaglione). Questo fatto fu interpretato come la decisione del Dio: l'isola doveva essere la sua nuova sede e quindi doveva essere consacrata all'arte medica.

L'Isola Tiberina (particolare, Du Perac, 1574)
L'Isola Tiberina (particolare, Du Perac, 1574)
I romani quindi edificarono sopra l'isola il tempio di Esculapio (dove oggi sorge la chiesa di S.Bartolomeo), e la allestirono a forma di nave, per simboleggiare la galea che fece ritorno da Epidauro. In questo simbolico "travestimento" dell'isola vi era anche un rivestimento sagomato di travertino che girava tutto intorno a simulare lo scafo, e un obelisco al centro che fungeva da albero maestro.

Sono numerosissime le stampe antiche in cui, per questo motivo, l'Isola Tiberina è raffigurata come una nave sul Tevere (vedi disegno a destra). Tale simbolico travestimento, sebbene meno evidente, è visibile ancora oggi. L'albero maestro-obelisco è stato sostituito in tempi recenti da una colonna più piccola, e si trova nella piazzetta di fronte alla chiesa sull'isola.

Parte dello scafo in travertino della nave
Parte dello scafo in travertino della nave
E quindi eccovi svelata una delle navi "nascoste" dentro Roma...(ce n'è almeno un'altra!!!...ma ne parleremo in futuro).

Ma voglio dirvi qualcos'altro: se scendete al livello del lungofiume, sotto, nella zona della punta a valle del corso del Tevere,
Il simbolo della medicina
Il simbolo della medicina
esiste ancora parte del rivestimento antico dello scafo dell'isola! (vedi foto) Se lo guardate bene, oltre la testa di ariete che serviva come ormeggio, ci trovate un particolare importante: la scultura di un pezzo del bastone del Dio Esculapio...un bastone con arrotolato un serpente...è il serpente della leggenda che vi ho raccontato!
Ed è da questo serpente che ancora oggi deriva il simbolo (vedi figura) universalmente riconosciuto della scienza medica.

L'isola Tiberina è qui.