30 dicembre 2014

Il fossato del Pantheon

Il Pantheon di notte
Il Pantheon di notte
Oggi "Roma Leggendaria" fa una piccola sosta a Piazza della Rotonda, dove troneggia quell'incredibile meraviglia di Roma e del mondo che è il Pantheon (vedi foto).
Tanto si potrebbe dire di questo monumento da un punto di vista architettonico, storico e religioso, ma se siete qui è certamente perchè non vi aspettate di leggere ciò che, per quanto estramamente interessante, potete trovate in una buona guida turistica. Per questo oggi comincerò con una piccolissima frazione degli argomenti possibili che di solito è trascurata e che riguarda semplicemente il fossato che corre intorno al Pantheon. Ovviamente rimangono ancora molte le cose da dire da questo luogo, per cui prometto di ritornare qui più volte in futuro con altri post.

Posizionandosi presso il piccolo fossato e vicino al colonnato viene ovviamente lo stimolo a guardare in alto: dominano le gigantesche antiche colonne egiziane di granito, che si dice che il pittore Poussin, innamorato di Roma, correva ad abbracciare quando tornava dopo essere stato costretto ad allontanarsi per qualche giorno dalla città.
Eppure in questo luogo così suggestivo cominceremo invece a guardare verso il basso, sul fossato (vedi foto).

Un tratto del fossato del Pantheon
Un tratto del fossato del Pantheon
Perchè il fossato? La particolarità sta nel fatto che, a livello altimetrico, qui ci troviamo nel luogo più basso di Roma (circa 11 metri sopra il livello del mare). Questo fatto nei secoli scorsi ha avuto una conseguenza importante: le alluvioni periodiche del Tevere (di cui abbiamo parlato in dettaglio qui) portavano in questa zona i più cospicui allagamenti; ad esempio, sulla facciata della chiesa della Minerva, a pochi passi da qui, quella dove sta il famoso "Pulcin" di cui abbiamo già parlato, troviamo parecchie targhe (vedi foto) sul livello raggiunto dall'acqua nei secoli scorsi (una targa sta a circa 4 metri di altezza!). Ma ecco una cosa interessante: l'acqua del Tevere in molti casi, e sopratutto in questo luogo, non semplicemente strabordava dal fiume riversandosi sulle strade, ma affluiva dal sottosuolo. Come mai? La risposta è un altro piccolo segreto di Roma.

Targhe del livello delle alluvioni
Targhe del livello delle alluvioni
Dovete sapere che a Roma antica, circa 2000 anni fa, esisteva una rete fognaria ben distribuita e ramificata, il cui 'viadotto' principale, la Cloaca Maxima, è ancora visibile nel suo sbocco finale sul Tevere presso ponte Palatino (vedi foto). Ovviamente nei punti più grandi essa è stata esplorata dagli archeologi. Questa rete in realtà cadde in decadenza già verso il 500 d.C., eppure sappiamo che molte labirintiche e piccole ramificazioni sono state utilizzate fin nel Medioevo, e anche se non sappiamo di preciso dove, sappiamo che esistono ancora oggi da qualche parte nel sottosuolo del centro storico, inutilizzate ed ignorate dal mondo moderno. Oggi il Tevere non straripa più, sia grazie alla costruzione dei muraglioni (di cui abbiamo già parlato qui), sia grazie al sistema istituito a protezione di Roma e costituito da chiuse e dighe a monte del flusso del Tevere, a nord del Lazio e in Umbria. Ma prima che questo sistema esistesse (fino alla fine del 1800), quando il livello del Tevere superava i fatidici 11 metri s.l.m., l'antica rete, per il semplice principio dei vasi comunicanti, riprendeva 'miracolosamente' a funzionare dopo millenni, ma ovviamente al contrario, allagando dal sottosuolo zone del centro storico anche relativamente distanti fra loro e dal Tevere. Ancora oggi, probabilmente, senza i muraglioni del fiume, si verificherebbe lo stesso fenomeno!

Lo sbocco della Cloaca Maxima al ponte Palatino
Lo sbocco della Cloaca Maxima al ponte Palatino
Il contenimento di piccoli allagamenti forse spiega il piccolo fossato che circonda il Pantheon, eppure una leggenda ne giustifica in modo molto più preciso l'esistenza.
La leggenda ha come protagonista un antico stregone, Pietro Baialardo, la cui figura è nota in molte leggende medioevali italiane ed è probabilmente ispirata ad un personaggio realmente esistito. La leggenda racconta che il mago aveva acquisito enormi poteri attraverso un patto con il diavolo: il demonio stesso aveva consegnato a Baialardo il "Libro del Comando" (un potente manuale di stregoneria, famoso anche oggi agli amanti di occultismo e magia nera), a patto che, al momento della morte, il mago gli avesse consegnato la propria anima. Sta di fatto che Baialardo, sentendo prossima la fine della sua vita, astutamente decise di rifugiarsi dentro il Pantheon. Il Pantheon a quel tempo era, ed è tuttora, una chiesa e un luogo consacrato dalle ossa di migliaia di martiri, deposte qui e provenienti da varie catacombe cristiane. In un luogo così sacro neppure il Diavolo aveva il potere di entrare per recuperare l'anima del moribondo mago, e quindi, adirato, si mise ad aspettare fuori. E si racconta che, per sfogare la propria rabbia, si fosse messo a girare furiosamente intorno al monumento, e tanti giri fece da scavare il fossato che ancora oggi possiamo vedere!

Certo, con questo post abbiamo solo appena 'scalfito' ciò che c'è da dire su questo luogo davvero magico, ma forse è già sufficiente per fare come Poussin, andare al Pantheon e correre ad abbracciarne le colonne!

Piazza della Rotonda è qui.