7 giugno 2015

Il mistero del Baldacchino della Basilica di San Pietro

Il Baldacchino di San Pietro
Il Baldacchino di San Pietro
Eccoci nuovamente dentro la Basilica di San Pietro, ancora una volta a descrivere un qualcosa di insolito della nostra straordinaria città. I protagonisti della nostra storia sono gli stessi del post "I cherubini di Francesco Borromini", cioè i due più grandi artisti del Barocco, Bernini e Borromini, anzi, direi che questo post rappresenta proprio la continuazione di quella narrazione.

In quel post eravamo rimasti al momento in cui il talento del giovanissimo Borromini, umile scalpellino presso il cantiere della basilica, è stato scoperto dal direttore dei lavori, Carlo Maderno, il quale comincia ad iniziarlo allo studio dell'architettura.
Da allora, non ci vuole molto per consentire a Maderno di comprendere quanto Borromini fosse geniale, il giovane apprende veloce ogni regola e disegna in modo perfetto, per cui nel giro di poco tempo diventa di fatto il suo braccio destro nella costruzione di San Pietro.

Questa situazione permane fino ai trenta anni di Borromini, quando cioè la morte di Carlo Maderno pone il papa, Urbano VIII, di fronte al problema di scegliere il successore nella direzione dei lavori. Considerate che si parlava di imprimere la propria impronta nella costruzione della Basilica più grande del mondo, assumere tale ruolo comportava non solo un lavoro più che mai redditizio, ma anche un prestigio senza limiti e un posto stabile nella storia. La scelta che fece il papa fu un fatto cruciale per la storia di Roma, per questo tengo a sottolinearla qui.

Piantina con la posizione numerata dei fregi
Piantina con la posizione numerata dei fregi
Beh, la scelta fu profondamente "ingiusta": piuttosto che scegliere il naturale successore di Maderno, in termini di competenza sui lavori, cioè Francesco Borromini, o comunque un architetto esperto, scelse come successore il proprio artista "preferito", cioè Gian Lorenzo Bernini, un ragazzo praticamente coetaneo di Borromini, che aveva già dato prova di essere uno degli scultori più grandi di sempre, ma a quel tempo ancora assolutamente digiuno di architettura e quindi inadatto a quel ruolo. Il Bernini pensò bene di non rifiutare il prestigioso compito, ma piuttosto di organizzarsi per mettersi a capo di una squadra di artisti competenti, prima di tutti il Borromini, di cui si era accorto del valore e che cercava di tenersi buono con promesse di fama e gloria future.

Il fatto che Borromini si trovasse a lavorare, come spesso capita in molti uffici ancora oggi, sotto un capo della stessa età ma meno bravo, che ti riempe di promesse e che nel contempo si prende tutti i tuoi meriti, lo sapete...ti logora i nervi! Questa forzata collaborazione sta alla base di quella che divenne la più famosa rivalità della storia dell'arte, cioè l'odio fra Bernini e Borromini, che porterà con sè a Roma, per nostra fortuna, una moltitudine di aneddoti e di leggende! (e la storia continuerà in altri post...)

Questo "prologo" mi serve per consentirvi di comprendere in che contesto è nata la curiosità che oggi voglio mostrarvi dentro la Basilica, che rappresenta un vero e proprio mistero per tutti quelli che hanno avuto modo di osservarla. La curiosità è parte integrante dell'opera colossale più centrale di tutta la Basilica, cioè il baldacchino bronzeo posto all'incrocio delle navate, sopra la tomba di San Pietro (vedi foto). Il baldacchino è stato proprio concepito e realizzato nel periodo di cui vi ho parlato, cioè nel periodo di collaborazione "sempre meno amichevole" fra Bernini e Borromini. E visto come stavano le gerarchie, non è un caso che si sia sempre detto "il baldacchino è opera di Bernini", quando in realtà recenti studi oramai hanno appurato che la sua audacissima volta "a dorso di delfino" è opera di Borromini...

Ma l'oggetto della curiosità di oggi è pure stata realizzata dal Borromini, ed è costituita dai misteriosi otto fregi marmorei che stanno alla base delle quattro colonne ricurve. Esaminiamoli cliccando nelle foto che allego (li ho numerati nella foto con la piantina). Che hanno questi fregi di così particolare? Nel contesto in cui sono inseriti sembrerebbero tutti uguali, eppure esaminandoli affiancati vediamo che non è così! Anche visti di profilo le decorazioni sono diverse. Avete capito che rappresentano?

L'interpretazione che va per la maggiore parla della misteriosa rappresentazione delle fasi della gravidanza di una donna! La parte in alto è un viso con varie espressioni, la parte centrale con le api è la pancia più o meno rigonfia, la parte sotto è l'organo sessuale della donna! In senso orario potremmo interpretarlo come le fasi di una gravidanza, mentre in senso antiorario come le fasi di un parto. I fregi n.1 e n.8, quelli frontali per chi entra nella basilica, sono particolari rispetto a questa sequenza: il n.1 forse è il momento del concepimento, il n.8 la  testa del neonato (...e purtroppo non sono riuscito a fotografare la parte di sotto di questi due, a causa del palco in legno che hanno aggiunto da poco, ma la letteratura parla addirittura di un mascherone diabolico sotto il fregio n.1!).
Che sia uno scherzo molto ben nascosto del Borromini al suo rivale? Sorge tale sospetto...ma che significato ha? I critici sono certi che Bernini non avrebbe mai messo la sua reputazione a repentaglio con un'iniziativa tanto stravagante, mentre Borromini è sempre stato legato alla potenza dei simboli... Ci sono tante leggende ed ipotesi. Una ad esempio dice che simboleggia il felice esito di una gravidanza difficile di una nipote del papa, altri dicono che rappresenta la "Madre Chiesa", altri ancora il parto della leggendaria Papessa Giovanna, alcuni hanno addirittura ipotizzato una serie di messaggi massonici che sembrano usciti dalla trama di un romanzo di Dan Brown!
Sta di fatto che nessuno ha dato ancora una spiegazione convincente, e il segreto è ancora lì, sotto gli occhi di migliaia di turisti ogni giorno, nel centro del centro della cristianità...avete qualche idea?
La decorazione n.1 (parte superiore)
La decorazione n.1 (parte superiore)
La decorazione n.2
La decorazione n.2
La decorazione n.3
La decorazione n.3
La decorazione n.4
La decorazione n.4
La decorazione n.5
La decorazione n.5
La decorazione n.6
La decorazione n.6
La decorazione n.7
La decorazione n.7
La decorazione n.8 (parte superiore)
I profili delle decorazioni, dalla n.1 alla n.8
I profili delle decorazioni, dalla n.1 alla n.8
La Basilica di San Pietro è qui.

5 commenti :

  1. I miei più sentiti complimenti e ringraziamenti per questo blog. Penso che in un momento così buio per la nostra meravigliosa città, maltrattata dai suoi abitanti e denigrata da pessimi blog di finta denuncia sociale (RFS), l'unico modo per salvarla sia quello di celebrarne l'immensa ed eterna bellezza.
    Matteo

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  2. Complimenti vivissimi per l'interessante articolo. La mia impressione, osservando i dettagli dei volti e dei motivi decorativi nella parte inferiore degli emblemi, è che il volto della donna diventi sempre più vecchio (nella decorazione n.8 sembra quasi il volto di un putto e nella n.3 una vecchia strega) e la decorazione assumi di volta in volta il volto di un caprone (è molto evidente nelle decorazioni n.7 e n.3) animale associato comunemente al diavolo.
    Cordialmente.

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    1. Grazie per i complimenti!
      La tua idea del "caprone" non è niente male, anche alla luce di una delle decorazioni che, come ho scritto, purtroppo era impossibile fotografare a causa del palco che hanno inserito intorno al baldacchino. Ho trovato su internet un articolo corredato della foto del mascherone sotto la decorazione n.1: l'articolo è a questo link: http://www.goleminformazione.it/approfondimenti/societa/donne-politica/basilica-san-pietro-altare-bernini-parto-gestazione.html#.VmVH5XodRZ4
      Ciao!
      Alessio

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  3. Complimenti per l'articolo! continua cosi!

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    1. Grazie! Presto nuovi post :-)
      Alessio

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