11 ottobre 2016

Il pallone di Napoleone

La "tomba di Nerone" su via Cassia
La "tomba di Nerone" su via Cassia
Oggi ci troviamo sotto la cosiddetta "Tomba di Nerone" (vedi foto), sul limitare di via Cassia e della riserva naturale dell'Insugherata. Questo monumento sepolcrale, che ha dato il nome a questa zona di Roma e a questa parte dell'agro romano, in realtà non è quello che dice di essere: la denominazione "tomba di Nerone" ha origine nel Medioevo, e oggi si ha l'assoluta certezza che il sepolcro è del III sec.d.C ed è dedicato al procuratore romano Publio Vibio Mariano.

In duemila anni di storia chissà quante cose questo monumento avrebbe da raccontarci se potesse parlare, ma una cosa non molto nota e forse la più curiosa di tutte, ha per protagonista nientemeno che Napoleone Bonaparte...Napoleone? Ma che c'entra Napoleone con questa tomba?!? Napoleone non è mai stato nemmeno a Roma!
Seguitemi nel racconto e capirete.

L'incoronazione di Giuseppina
L'incoronazione di Giuseppina
I libri di storia ci raccontano che Napoleone si incoronò da sè imperatore il 2 dicembre 1804 a Parigi nella cattedrale di Notre Dame, incoronando poi la moglie Giuseppina (vedi dipinto, J.L.David, 1807, Louvre).
Tra i molti invitati c'era anche il "nostro" papa Pio VII, che ovviamente non poteva mancare, sia per celebrare il matrimonio religioso fra i due, ma anche e sopratutto per questioni diplomatiche. Non fece un viaggetto da poco: il viaggio da Roma a Parigi, usufruendo anche dei mezzi di trasporto migliori di cui si poteva disporre a quei tempi, durava comunque quasi un mese!

Il pallone aerostatico
Il pallone aerostatico
I festeggiamenti per l'incoronazione furono organizzati con la precisione e il fasto che si addicevano a un evento considerato quasi 'sacro' per i francesi, e manifestazioni, concerti e ricevimenti sfarzosi dedicati ai nuovi regnanti si susseguirono a Parigi per parecchie settimane. Durante uno di questi festeggiamenti, organizzato il 16 Dicembre, alla sera, fra i razzi multicolori e l'applauso e l'incredulità di una folla festante, un enorme pallone aerostatico (vedi disegno), con bandiere e tremila lampioncini accesi, si elevò portando con sè in aria i simboli di una grande corona e di un'aquila scolpita, che quindi risultarono illuminate nel cielo serale! Potete immaginare l'effetto fantastico e lo stupore che tale spettacolo doveva suscitare fra gli astanti: i fratelli Montgolfier avevano inventato la mongolfiera da pochissimi anni, questi mezzi erano ancora pressocchè sconosciuti e usati solo da pochissimi ardimentosi al mondo, e prima di questi nulla di volante costruito dall'uomo praticamente si era ancora visto librare nel cielo!

L'inventore francese Garnerin, che aveva progettato questo prototipo di mongolfiera e che l'aveva già sperimentata in altre occasioni, vi lasciò fra le altre cose un biglietto all'interno, che diceva pressappoco così:
"Questo pallone si è alzato da Parigi la sera del 16 dicembre per opera di Garnerin, ordinario del governo francese, per i festeggiamenti di Sua Maestà Napoleone. Quelli che troveranno questo pallone mi informino del luogo dove è caduto e ne abbiano ogni cura". 
Garnerin chiaramente si immaginava, sulla base della sua esperienza, che il pallone sarebbe ricaduto comunque nei dintorni di Parigi. Invece...un vento teso lo fece sparire presto alla vista... Dove finì il pallone???

Incredibile a dirsi, ma il pallone fece un'impresa che entra di fatto nella storia dell'aeronautica, un'impresa che solo in tempi recenti sono riusciti a replicare con oggetti di questo tipo: l'aerostato si alzò oltre le Alpi e le attraversò! Non solo: discese per tutta l'Italia...cominciando piano piano a calare fino a incastrarsi...indovinate un pò...sulla nostra "Tomba di Nerone" qui a Roma! Le cronache del tempo raccontano che poi un colpo di vento ruppe parte della corona, parte della decorazione e l'aquila caddero a terra e il pallone, divenuto così più leggero, si rialzò nuovamente in volo, fino a cadere, fra lo stupore di chi lo vide arrivare (come un UFO diremmo oggi!), sul lago di Bracciano, nella sera del 17 dicembre, dopo appena 22 ore di volo. Il mattino dopo fu quindi recuperato lo strano oggetto, ormai sgonfio, e la lettera che conteneva. Coloro che la lessero stentarono a credere a ciò che vi era scritto; se il viaggio era stato strabiliante, le date erano assolutamente impossibili per quei tempi: come mai poteva quell'oggetto aver percorso una così grande distanza in un solo giorno?

L'antico aerostato
L'antico aerostato
Si dice che Napoleone, quando fu informato del viaggio del pallone e della rottura della corona presso la tomba di Nerone, ne rimase molto impressionato, interpretando la vicenda come un presagio nefasto: l'imperatore Nerone effettivamente, dal potere più assoluto, perse tutto e finì male i suoi giorni... Per questo motivo superstizioso si racconta che, nonostante gli si suggerisse l'uso strategico di questi nuovi mezzi volanti nelle operazioni militari, da quel momento Napoleone ne ripudiò ogni uso. E chissà come sarebbe andata la storia senza l'"intervento" della nostra tomba di Nerone!

Ehi! E il pallone aerostatico che fine fece? Dopo essere stato a lungo conservato nei depositi vaticani, ora è possibile vedere ciò che ne resta nel museo aeronautico di Vigna di Valle, tra Anguillara Sabazia e Bracciano (vedi foto): è ridotto un pò male, ma è senza dubbio il più antico reperto aeronautico esistente al mondo.

La Tomba di Nerone è qui.

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