26 dicembre 2016

I misteriosi oggetti fusi nella Basilica di San Pietro (seconda parte)

Lanterna di S.Ivo alla Sapienza
Lanterna di S.Ivo alla Sapienza
Torniamo ancora dentro quell'incredibile aggregato di curiosità e di arte che è la Basilica di san Pietro. Non è obbligatorio, ma vi consiglio, se non l'avete ancora fatto, di leggere la prima parte di questo post.
Questo è un post speciale di Roma Leggendaria, in quanto una parte consistente di quanto scrivo è frutto di un mio lavoro personale di ricerca. Lo ritengo un puzzle vecchio di più di quattro secoli, a tratti incompleto, ma seguitemi nel mio racconto e non vi pentirete!

Dall'ultimo post eravamo rimasti all'anno 1629, anno in cui si è conclusa la realizzazione, che dirigeva Gian Lorenzo Bernini, delle 4 colossali colonne tortili del Baldacchino, mancando ancora la soluzione per la parte superiore.

Le colonne erano bellissime ed imponenti...difficile criticarle, anche per uno come Francesco Borromini, che sospettiamo avesse già cominciato a soffrire il suo ruolo da subordinato nei lavori.

Cancello della Cappella del Coro
Cancello della Cappella del Coro
Forse, piuttosto, di quelle colonne ne era anche in parte orgoglioso, e avrebbe voluto dire qualcosa come - Ehi mondo! C'è anche la mia mano in quel progetto! - ma oramai quelle erano state fatte, fuse insieme a quegli oggetti misteriosi che vi ho già descritto.

E' a questo punto della storia che al nostro caro Borromini viene ufficialmente commissionata la progettazione e realizzazione delle cancellate di delimitazione delle cappelle del SS.Sacramento e del Coro. Questi due grandi cancelli sono molto interessanti per noi, perchè gli vengono affidati proprio in questa fase delicata di "sospensione" nella costruzione del Baldacchino. La mia personale ipotesi infatti è che quest'artista abbia voluto lasciare su questi cancelli una "traccia" nascosta per i posteri che colleghi il suo lavoro, o quello dei suoi fonditori, alla fusione delle colonne tortili...una rivendicazione del lavoro fatto, insomma!

Prima domanda: perchè questi grandi cancelli vengono commissionati proprio a Borromini?
Cancello della Cappella del SS.Sacramento
Cancello della Cappella del SS.Sacramento
Dovete sapere che una delle innovazioni introdotte da questo artista fu quella di considerare l'uso del metallo in architettura con un ruolo nient'affatto marginale: anni più avanti realizzerà ad esempio la torre dell'orologio (piazza dell'orologio) o la lanterna di sant'Ivo alla Sapienza (vedi foto), in cui la funzione del ferro battuto non è defilata, ma anzi molto spiccata e originale. Inoltre le cappelle che saranno delimitate da questi cancelli sono luoghi sacri e destinati al raccoglimento, e lui ha uno spirito profondamente mistico e religioso...insomma, il nostro artista non fa certo il mestiere del fonditore, ma tutti sanno che il progetto di queste due cancellate non è per lui qualcosa di secondario.

Morte di Benedetto XV (1922)
Morte di Benedetto XV (1922)
Il primo cancello che esaminiamo è quello della cappella del Coro, si trova circa a metà della navata sinistra. Questa cancellata è quasi sempre chiusa e poco possiamo dire su di essa purtroppo (vedi foto): nonostante molte illustri guide affermino il contrario, infatti, solo i pilastri laterali sono rimasti quelli originali del Borromini, il resto del cancello è stato sostituito nel 1758. Peccato...sono convinto che ci avremmo trovato degli oggetti interessanti (...inutile dirvi che ho analizzato questo cancello nel dettaglio, anche dall'interno della cappella).

Collocazioni: a sx: medaglione; a dx: rosario
Collocazioni: a sx: medaglione; a dx: rosario
Spostiamoci a questo punto nella navata di destra: proprio allineato di fronte a noi c'è l'altro cancello quasi gemello, quello della cappella del Santissimo Sacramento (vedi foto). Anche qui è quasi impossibile fare foto, in quanto la cappella suddetta è rigorosamente interdetta, tranne che per la preghiera.
Cosa possiamo dire del cancello che delimita questa cappella? Beh, esso delimitava, e lo fa ancora, l'esposizione dell'ostia consacrata, quindi circoscrive un luogo particolarmente sacro.

Inoltre, chiuso entro questo cancello era messo in esposizione (vedi foto) per alcuni giorni ai romani il corpo di un Papa quando moriva, secondo una fase di un complesso quanto antichissimo cerimoniale funebre. Giusto una piccola parentesi su questo: in queste occasioni, il corpo in decomposizione provocava, sopratutto nell'ultimo secolo, alcuni problemi...cose da film splatter! Tant'è che, dopo secoli e secoli di tradizione, dal 1939 è cessata l'esposizione del Papa defunto in questa cappella.

Il medaglione sul lato sinistro
Il medaglione sul lato sinistro
Ma torniamo al cancello del SS.Sacramento: a parte la qualità del lavoro eseguito in sè, la cosa abbastanza intrigante per noi è la presenza qui, fusi insieme alla cancellata, di due oggetti assolutamente insoliti e curiosi: un laccio con un medaglione dal lato sinistro, e un rosario con un altro medaglione dal lato destro (vedi foto, collocazione e dettagli). Ehi! Ma non abbiamo già visto dentro la Basilica medaglioni e rosari fusi nel metallo? Già, ve li ho descritti nella prima parte del post, cioè sulle colonne del Baldacchino!

Il rosario sul lato destro
Il rosario sul lato destro
Borromini amava i simboli, era molto metodico, pensieroso e profondo, un tipo "complicato" diremmo oggi. Non si conosce con certezza il motivo di questi oggetti fusi nel cancello, ma sappiamo una cosa per certo: se lui li ha fatti inserire, non è stata una casualità! Esaminiamoli più nel dettaglio.
Ho fotografato il medaglione del laccio di sinistra: in questo profilo sono abbastanza certo di aver individuato papa Urbano VIII (vedi foto confronto). Notate che Urbano VIII è presente anche nei medaglioni che vi ho fotografato nelle colonne del Baldacchino.

Confronto con il profilo di Urbano VIII
Confronto con il profilo di Urbano VIII
Dal lato destro del cancello invece troviamo il rosario, con un medaglione raffigurante due visi di profilo uno contro l'altro, purtroppo molto consunti; inoltre, dall'analisi dei fregi nella parte inferiore, sospetto che purtroppo questo rosario (vedi foto) sia stato danneggiato e risulti quindi incompleto. Accidenti!

Però a casa, dopo ore di studio e di analisi delle foto che avevo fatto su questi fregi, sono dovuto ritornare nella Basilica: ho intuito infatti che esaminando questo rosario da una prospettiva assolutamente impossibile per l'osservatore, cioè dal fianco laterale destro, e dall'interno del cancello verso l'esterno, troviamo un'altra moneta che prima era assolutamente invisibile!!!

Rosario di destra, dettaglio
Rosario di destra, dettaglio
Considerate che la foto è molto ravvicinata, la moneta è più piccola del centesimo di euro (vedi foto).
Esaminando la moneta, direi che si tratta di san Pietro e san Paolo di fronte la porta santa, nel giubileo del 1625 (vedi foto confronto). Non vi ricorda qualcosa? Ma certo! Anche qui avevamo trovato una moneta similissima sul rosario fuso nella colonna sud-ovest del baldacchino!

Semplici decorazioni saldate nel metallo? Non ne ho trovate mai realizzate di simili altrove da altri artisti, fino a quest'epoca, questi sono degli 'unicum' nella storia dell'arte. Inoltre le similitudini con gli oggetti nelle colonne del Baldacchino, che erano state realizzate da poco, sono davvero tante.

Moneta nascosta del rosario
Moneta nascosta del rosario
La mia personale conclusione è quindi che gli oggetti in questo cancello sono una deliberata imitazione degli oggetti sulle colonne tortili, o addirittura di una "firma", lasciata in modo molto discreto, su entrambi i lavori! Nessuno può affermarlo con certezza, però...voi che ne pensate?

Certo è che negli anni successivi il lavoro per la soluzione del problema della copertura del Baldacchino riprende, e oggi fra i critici è abbastanza controversa la questione su chi, fra Borromini e Bernini, ebbe in questa fase il ruolo più creativo.

Forse già fra i loro contemporanei questa cosa non apparì molto chiara, portando così ad un'iniqua suddivisione degli elogi e dei compensi per la realizzazione del Baldacchino, che certamente favorì Bernini, ma contribuendo a minare, in maniera oramai leggendaria per Roma, il rapporto fra i due più grandi artisti barocchi.

Foto-confronto con una moneta del 1625
Foto-confronto con una moneta del 1625
La Basilica di San Pietro è qui.

1 commento :

  1. Bellissimo e intrigante articolo, grazie!

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